| Dialetto e globalizzazione nel
libro di Rita Frattolillo e Michela D'Alessio
Argomento: Cultura
di Barbara Bertolini
Davvero
nel mondo della globalizzazione il dialetto non interessa
più nessuno? Davvero le radici culturali di un paese
lasciano tutti indifferenti?
Assolutamente
no è la risposta che hanno dato i montaganesi, che
sono venuti numerosi e attenti alla presentazione del libro
“Lingua e dialetto a Montagano nel Sannio tra passato
e presente” scritto da Rita Frattolillo Di Zinno e
Michela D’Alessio (Edizioni Enne), e presentato dal
Senatore Luigi Biscardi il 14 dicembre. Uno studio sulle
proprie radici linguistiche fortemente voluto dalla Pro
Loco “Faifoli-Montagano” anche perché
il dialetto di questo paese non è mai stato studiato
fino ad ora, fatta eccezione della ricerca di N.M. Fruscella.
Un idioma che si può definire “parlata musicale”,
come scrive nell’introduzione Giovanni Tomasso, Presidente
di questo ente.
Il volume
si divide in due parti distinte: la prima, trattata da Rita
Frattolillo, è la descrizione degli aspetti della
fonetica e del lessico di Montagano (nonché del patrimonio
cultural-etnografo), mentre Michela D’Alessio nella
seconda , riprendendo un precedente studio realizzato nella
sua tesi di laurea, ha tracciato il profilo del linguista
montaganese Nicola Maria Fruscella (1846-1904), un intellettuale
la cui fama ha varcato largamente gli stretti confini locali,
poiché ha intrattenuto rapporti con i maggiori studiosi
dell’epoca, e si è battuto per la necessità
di completare l’Unità d’Italia con quella
della lingua nazionale.
Rita Frattolillo
è diventata ormai un’esperta nel settore “dialettologico”,
come dice nella prefazione Ugo Vignuzzi, Ordinario di dialettologia
italiana all’Università La Sapienza di Roma.
Infatti il suo primo volume dato alle stampe risale al 1985
ed è “Appunti sul dialetto di Campobasso”,
cui ne sono seguiti altri. Quando l’attento presidente
della Pro-Loco, Giovanni Tomasso, ha avuto a disposizione
vario materiale per affrontare uno studio serio sulla lingua
del suo paese, è stato giocoforza rivolgersi a questa
studiosa.
La Frattolillo,
una delle poche nella regione capace di analizzare con metodo
scientifico una parlata dialettale, risistemandola nella
sua originaria fonetica, nell’affrontare lo studio
su uno dei più bei dialetti del Molise, si è
fondata sul manoscritto di Rocco Muccino, che negli anni
’60, allora studente universitario, raccolse i modi
di dire del suo paese dalla bocca della nonna e della bisnonna,
nonché di altre persone a lui vicine. Racconta, infatti,
la Frattolillo: «nel manoscritto si susseguivano episodi
accaduti tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i
primi del Novecento, rime varie sui mesi dell’anno,
qualche filastrocca, accenni alle tradizioni, molti proverbi
e modi di dire, nonché una sequela di vocaboli».
Appunti, insomma, che, anche se messi giù dal Muccino
alla rinfusa, facevano emergere il vero spirito di Montagano,
le sue coordinate etno-antropologiche di quel periodo, che
la studiosa ha saputo consegnare alla storia del paese
Adesso Montagano,
infatti, grazie al lavoro della Frattolillo e a quello di
Michela D’Alessio ha recuperato un importante tassello
del proprio percorso identitario.
Biografie
Rita Frattolillo
dopo aver conseguito la laurea all’Orientale di Napoli,
si è dedicata all’insegnamento della lingua
francese nelle scuole superiori del Molise. Dagli anni ’80
svolge un’intensa attività giornalistica ed
avvia un approfondimento sistematico della produzione letteraria
ed artistica di questa regione. A quel periodo risale anche
l’analisi del patrimonio dialettale molisano.
Sue opere
principali: “Appunti sul dialetto di Campobasso”,
saggio sul lessico (1985); “Elena Ciamarra”
(1996); “Descrizione comparata delle parlate molisana”
(I tranche 1997); “Molisani, milleuno profili e biografie”,
primo dizionario bio-bibliografico dei molisani di rilievo
del XX secolo, realizzato insieme a Barbara Bertolini (1998);
collaborazione al volume di caricature di Piero Romagnoli
“Quelli del Molise” (1999); contributo sulla
presenza femminile apparso in “Novecento molisano”,
vicende e personaggi, a cura di M. Gioielli (2001).
Michela
D’Alessio si è laureata in Lettere e Filosofia
presso l’Università di Napoli “Federico
II” con una tesi in Storia della lingua italiana su
Scuola e lingua nel Molise di fine Ottocento, con la quale
ha ottenuto nel 2001 il premio letterario internazionale
“Piedicastello”. Attualmente collabora con la
cattedra di Letteratura italiana all’Università
del Molise. Suoi lavori sono stati pubblicati presso questa
Università.
|