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Una giornata d’altri tempi al Bosco del Barone
Fiabe e realtà

Passeggiata ecologica organizzata dal Corpo Forestale e Comune di Montagano con la partecipazione dei Cavalieri Sanniti al Bosco del Barone e Lacarone.
Le fiabesche realtà del passato nelle nostre Foreste
possono aiutarci a capire meglio
perché è importante tutelare territorio e natura.


di Gianni da Montagano

La popolazione di Montagano ha vissuto, domenica 16 luglio 2006, una giornata d’altri tempi con una “Passeggiata Ecologica” nel mitico “Bosco del Barone”. L’occasione è stata data dall’inaugurazione di una nuova struttura costruita dal Corpo Forestale per i propri operatori.   
Il Bosco del Barone, in territorio di Montagano, è stato per secoli l’unica risorsa energetica della popolazione locale. Lì si produceva carbone; lì veniva tagliata la legna da ardere. In paese quasi non esisteva famiglia che non avesse un animale da soma. Si trattava, in genere, di muli ed asini ma non mancavano i cavalli che venivano utilizzati per il trasporto di persone e cose, legna compresa. Intorno ai Boschi, che hanno dato un contributo determinante per la sopravvivenza dei nostri antenati, sono state costruite molte leggende, ma quasi tutte ispirate alle realtà dei tempi, quelle dei banditi che vi si nascondevano o dei carbonari che vi lavoravano.
Fatti concreti, dunque, non solo fiabe. Entrare in un bosco e sentirsi accarezzare l’udito da un concerto della natura (l’acqua che scorre in un ruscello accompagnata da migliaia di pennuti cantori e dallo sfarfallìo di foglie toccate da leggerissime brezze) può avere un sapore fiabesco ma era (e potrebbe essere) realtà; una realtà che oggi conoscono soltanto i giovani che ne hanno sentito  parlare dai loro nonni. Perché il cosiddetto progresso (meccanizzazione, utilizzo di prodotti chimici troppo spesso sbagliati e mille altri errori umani) hanno creato danni consistenti e, soprattutto, hanno allontanato l’Uomo dalle nostre foreste se non addirittura da vastissime zone interne.
Ultimamente, grazie al cielo, c’è stata una certa  riscoperta dei valori della natura, anche se si tratta di una riscoperta dettata più che altro dalle molte sciagure prodotte dalla ribellione della natura stessa di fronte alle nefandezze dell’Uomo.



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Nel Molise non abbiamo “Tsunami” o “Catherine” che ci seppelliscono: registriamo però smottamenti e frane ogni volta più gravi (e costose). Cento, mille volte meglio spendere per prevenire piuttosto che per curare.

C’è da credere che sia questa la politica perseguita dall’Amministratore delle Foreste demaniali e statali del Molise, Armando Cardillo, che sta dando respiro internazionale alle nostre foreste,  favorendo la nascita di riserve forestali tutelate anche da organismi internazionali.
È nata così a Montagano la Riserva naturale del Bosco del Barone. Con il progetto, seguito in fase di realizzazione dal Comandante Provinciale del Corpo Forestale, Domenico Gentile, dal Comandante della locale stazione, ispettore Giovanni Di Giulio, sono state incanalate le acque sorgenti e piovane. Finiscono nel laghetto artificiale “Lacarone”, anch’esso di recente costruzione. In questo modo, non solo viene evitata una dannosa dispersione delle acque, ma viene costituita una importante riserva per elicotteri ed autobotti in caso di incendi in zona.
Ultima realizzazione prevista dal progetto: un rifugio, tutto in legno, per gli operatori forestali. E’ stato così che Cardillo, Gentile e Di Giulio per il Corpo forestale ed il Sindaco Enrico Galuppo, per il Comune di Montagano, consapevoli dell’importanza di sensibilizzare le popolazioni (i giovani in particolare) ai problemi ambientali, hanno deciso di abbinare la cerimonia dell’inaugurazione del Rifugio ad una passeggiata ecologica che la popolazione montaganese potesse vivere, spiritualmente e materialmente, interamente nel bosco.
Sul posto i partecipanti hanno trovato i cavalli (con diversi puledri di pochi mesi) portati dai Cavalieri Sanniti. Questi si sono messi a disposizione per ulteriori passeggiate, non più a piedi ma, questa volta, a cavallo.
A mezzogiorno, per il “Momento dello Spirito”, è stata celebrata la Santa Messa dal Cappellano del Corpo, Don Angelo. E’ seguito un pranzo davvero ben concepito.
C’è stata, ed era naturale che così fosse, anche una lezione di educazione civica ed ambientale: non un pezzo di plastica o di carta è  rimasto nel sottobosco. Segno evidente che giornate così danno i loro frutti.
Prossima tappa? Si sta già pensando di portare al Bosco del Barone le scolaresche della zona. Una scelta eccellente per far conoscere i vantaggi che una foresta fruibile ma  rispettata può dare all’Uomo; una scelta eccellente per sensibilizzare i giovani ai problemi dell’ambiente.


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